Home » Bacheca » Rassegne » NON C'É MAI PACE PER LA NATURA!

NON C'É MAI PACE PER LA NATURA!

La scorsa settimana nel comune di Trezzo è stata rasa al suolo un'altra consistente area di verde naturale che operava una mitigazione ambientale verso la nuova area industriale sorta in zona ex fornace dell'Adda ed era particolarmente rilevante in quanto zona confinante con un'oasi naturale considerata patrimonio comunitario, poiché inserita nella R.E.R. (Rete Ecologica Regionale) e per essere parte di un parco naturale, il Parco Adda Nord, in seguito al suo recente ampliamento nei territori dei comuni gestori.

È ingente il numero di alberi (tra cui un sano e maestoso pioppo di circa 50 anni, alto oltre 25 m, con il tronco del diametro di circa 3 m) e di arbusti che sono stati eliminati nei giorni scorsi, creando una vasta area piana e arida di vegetazione. Ovviamente in questo tristissimo stravolgimento ambientale sono state eliminate le tane dei conigli selvatici, delle lepri, dei tassi, dei ricci e di molte specie di uccelli che vi nidificavano: ne ha fatto le spese anche un piccolo corso d'acqua ad uso agricolo, che è stato chiuso con la terra.

Questa macchia boscata era ciò che rimaneva di un preesistente bosco di alberi ad alto fusto in seguito ad una recente azione vandalica di taglio indiscriminato avvenuto lo scorso dicembre sempre in zona ex-fornace.  Quello di via Brasca  era un bosco giovane, sui 35 anni ma con tutte le carte in regola per crescere a lungo, forte, prospero e ricco in biodiversità, ed è stato raso al suolo quasi per intero senza alcun preavviso dalle ruspe autorizzate dal Comune nell'ambito di un discusso intervento viabilistico a servizio della nuova ditta edificata, a ridosso del confine con il Comune di Busnago. 

Da questa strage scamparono appunto solo due zone alberate, una a ridosso della strada e l'altra dalla parte opposta dell'ormai defunto bosco, a fungere da residuo tamponamento ambientale all'azione desertificatrice sulla biodiversità data dall'avanzata della cementificazione che erode sempre di più gli habitat naturali.

Come Associazione WWF Le Foppe,  ci siamo al tempo mobilitati pubblicamente per protestare contro questo scempio che è valso al sindaco Danilo Villa l'assegnazione del simbolico "Premio Attila". L'amministrazione, sull'onda mediatica dello sdegno, ha fatto ricadere la colpa sulle aziende operanti nel cantiere in costruzione e in seguito ha richiesto e messo in atto una sorta di azione compensativa molto pubblicizzata  ripiantumando parte della zona colpita, che è stata comunque oggetto dell'intervento viabilistico che la presenza del bosco avrebbe ostacolato, con seimila nuovi alberelli di uno/tre anni. 

Va da sè che l'abbattimento del bosco preesistente non può assolutamente venir compensato in questa maniera, poiché un bosco appena piantumato ospita di gran lunga molta meno biodiversità residente e in transito di uno più maturo.   

La triste notizia di questi giorni è che le ruspe hanno ulteriormente infierito sulle spoglie residue dei questo bosco senza apparente motivazione, abbattendo le piante che ne segnavano il confine più lontano dalla strada, e dalla vista, insieme a parte delle nuove piantumazioni che ora sono orfane e tristi presenze.

Ancora una volta non possiamo che dirci amareggiati dallo scarso interesse che c'è nei confronti della natura quando qualcuno ritiene di poter agire senza trovare argini da parte di organismi di vigilanza assenti. Non possiamo esimerci dall'interrogarci, e dal chiederne conto a chiunque sia coinvolto in questo delitto ambientale: perchè tutto questo è avvenuto? Chi ne è responsabile? Tanto più che questa devastazione è sempre parsa superflua quanto lo è la minivariante stradale che essa ha permesso, che consente ai camion in arrivo da Busnago e diretti alla nuova zona industriale di saltare una rotonda risparmiando qualche decina di secondi di viaggio. Sull'altro piatto della bilancia c'era un bosco con decenni di storia che avrebbe sempre di più avuto un ruolo importante nella salvaguardia della fauna e della flora! La domanda che dovrebbe porsi  chi ha preso la decisione di tagliare è: ne valeva davvero la pena?