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Nuove osservazioni al SIA (Studio Impatto Ambientale)

Nuove osservazioni al SIA (Studio Impatto Ambientale) - Associazione WWF


Gennaio 2011
Nuove osservazioni al SIA della ditta Prima proponitrice del raddoppio dell'inceneritore di Trezzo sull'Adda

Oggetto: S.I.A. (n° VIA835-RL) Ampliamento Termovalorizzatore Trezzo s/Adda-Grezzago
OSSERVAZIONI AL PROGETTO DI RADDOPPIO AD INTEGRAZIONE DI QUELLE GIA’ PRESENTATE IN DATA 8.08.09
 
PREMESSA
Nella sintesi della Relazione di Piano di Novembre 2008 “Revisione del Piano provinciale per la gestione dei rifiuti ai sensi della L.R. 26/03” riadozione del Piano a seguito della D.G.R. VIII/006950 del 2 aprile 2008 – Delibera del Commissario ad acta, Atto protocollo n.266262 del 19 novembre 2008 a pag. 7 si dice: “Si ritiene che, alla luce del nuovo scenario, la funzione fondamentale del Piano sia ricondotta alla definizione di opportunità di interventi e di individuazione dei azioni per il conseguimento degli obiettivi che lo strumento di pianificazione si intende dare ; in definitiva il Piano non potendo avere funzione prescrittiva potrà avere solo una funzione di indirizzo e orientamento delle scelte dei Comuni e degli operatori”. Con questo ci preme sottolineare che i 26 comuni dell’Adda e Martesana Est con delibere di giunta comunale, tra dicembre 2009 e gennaio 2010, in rappresentanza di 170.000 abitanti hanno dichiarato la loro contrarietà al raddoppio dell’impianto sito in Via Pastore a Trezzo s/Adda.
E ancora nello stesso documento a pag. 18 al paragrafo Distribuzione territoriale di carichi ambientali, secondo capoverso si dice “Una omogenea distribuzione territoriale degli impianti, fatte salve le specificità locali che portano ad escludere ipotesi localizzative, determina una omogenea distribuzione dei carichi ambientali oltre che l’omogenea assunzione di responsabilità da parte degli amministratori e delle popolazioni
Principio quest’ultimo che in caso di raddoppio verrebbe disatteso, in quanto come ribadito in varie occasioni i carichi ambientali (si veda anche ns. lettera del alla VI commissione ambiente qui allegata) hanno una forte incidenza di impatto ambientale.
Il documento continua al terzo capoverso, stesso paragrafo: “Pur non potendo avere questo obiettivo una ricaduta prescrittiva sulle scelte che i soggetti attuatori del Piano effettueranno, carattere di forte preferenzialità verrà attribuito alle previsioni localizzative di impianti collocati nell’ambito delle aree maggiormente deficitarie”.
A pag. 19 primo capoverso si parla di rilancio del processo di presa di coscienza da parte dei cittadini della necessità di una gestione sostenibile dei rifiuti: “vanno messe in atto azioni tese a sostenere le raccolte differenziate, la collocazione dei materiali di recupero”
Ci domandiamo come, a fronte di un virtuoso comportamento (circa 70 % di raccolta differenziata) dei nostri comuni gli stessi meritino un accanimento nei loro confronti con accentuazione dell’inquinamento dato dalle stesse emissioni e dal traffico veicolare indotto (tra l’altro non stimato nel SIA del preponente), in una zona già satura dal punto di vista impiantistico e di infrastrutture a forte carattere inquinante. Chiediamo alla Regione, che attraverso una differenziata “spinta” promuova iniziative maggiormente compatibili con l’ambiente e sostenga centri di riciclo come quello di Vedelago (TV) o iniziative virtuose come Ponte nelle Alpi (BL)
Nel documento “Revisione del Piano Provinciale per la gestione dei rifiuti ai sensi della L.R. 26/03” “Studio di incidenza sui siti della Rete Natura 2000 Direttiva Habitat (92/43/CEE) Direttiva uccelli (79/409/CEE) Dgr. N. 4345/2001 e Dgr. N. VII/14106/2003 – Agosto 2007 –a pag. 93 è inserito il SIC Oasi Le Foppe di Trezzo s/Adda IT2050011 dove è segnalato che “nella fascia dei 5 km dal SIC ricade l’impianto di termovalorizzazione della Prima Srl. In base alle suddette considerazioni, si ritiene l’incidenza potenziale medio-alta” e, nelle indicazioni, si asserisce che “In fase di rinnovo autorizzativo sarà necessario verificare l’incidenza dell’impianto di termovalorizzazione che ricade nell’ambito della fascia di 5 km dal SIC”.
In sostanza l’ampliamento sarebbe in conflitto con ambiti agricoli di salvaguardia dei vincoli paesistici,Parco Regionale Adda Nord, corridoi ecologici, zone di potenziamento ecologico, un SIC (Oasi le Foppe di Trezzo s/Adda per cui il suddetto Piano provinciale rifiuti prevede l’obbligo di studio di incidenza in caso di rinnovo autorizzativo).
Si rimanda alle pag. 49 e 50 delle Osservazioni al progetto redatte dall’Ing. Cerani, già in vs. possesso, per avere un riepilogo delle criticità del progetto.
 
Centralina Arpa di Trezzo sull’Adda rilevazione PM10
Si segnala inoltre il malfunzionamento della centralina del PM10 situata a Trezzo che, pur non essendo garante della qualità dell’aria in quanto rileva solo il PM10 e non per es. il PM 2,5 e altri inquinanti dannosi per la salute, rimane inattiva parecchi giorni l’anno e spesso nel periodo più critico, quello invernale. Si veda la seguente tabella riassuntiva (dati ARPA):
 
ANNO
2007
2008
2009
2010
Nr. Giorni superato limiti
102
94
60
55
Nr. Fermi centralina
100
19
160
38
Media annua ( µg/m3 )
47.79
42.18
46.11
35.28
 
Rete ecologica: carenze
Ad integrazione delle osservazioni da noi presentate in data 8.08.09, che alleghiamo e alla precedente lettera indirizzata alla VI Commissione Ambiente ci preme segnalare una vistosa carenza dello studio effettuato da Prima quanto alle aree ecologiche limitrofe all’impianto (2 km), di importanza fondamentale in quanto dalla recente approvazione con DGR 30 12 2009 n 8 /10962 occorre considerare anche la RER (Rete Ecologica Regionale).  
La descrizione dello studio sui potenziali impatti, totalmente insoddisfacente, presenta appunto vistose carenze e asserzioni non veritiere tali da inficiare la visione del tutto positiva dello studio di Prima Srl:
la mancata valutazione delle previsioni del PTR (Piano Territoriale Regionale) quanto a presenza della rete ecologica regionale ( settore 71 Brianza Centrale ).
Il PTR di recente approvazione non contiene solo lo scenario paesaggistico di riferimento per l’infrastrutturazione Regionale, ma anche, cosa ben più importante, ingloba la RER, i cui elaborati finali sono stati approvati con DGR 30 12 2009 n. 8 /10962.
In sintesi, per utilizzare le parole del pianificatore regionale, la RER è stata costruita con i seguenti obiettivi generali:
-          fornire al PTR un quadro delle sensibilità prioritarie naturalistiche esistenti, ed un disegno degli elementi portanti dell’ecosistema di riferimento per le valutazione dei punti di forza e di debolezza, di opportunità e minacce presenti sul territorio governato;
-          aiutare il PTR a svolgere una funzione di coordinamento rispetto ai piani e programmi regionali di settore, aiutandoli ad individuare le priorità e fissare target specifici in modo che possano tener conto delle esigenze di riequilibrio ecologico;
-          fornire alle autorità regionali impegnati nei processi di V.A.S. , V.I.A. e valutazione di incidenza, uno strumento coerente per gli scenari ambientali di medio periodo da assumere come riferimento per le valutazioni;
-          consolidare e potenziare adeguati livelli di biodiversità vegetazionale e faunistica, attraverso la tutela e la riqualificazione di biotopi di aree di particolare interesse naturalistico.
Ora, il PTR è sopravvenuto al PTCP, ed è quindi da prendere in considerazione per l’inquadramento per lo scenario di riferimento, anche per i potenziali sulla RER, ciò che manca nel SIA del preponente.
Ciò posto, emergono puntuali indicazioni da prendere in considerazione sulla necessità di mantenimento della continuità territoriale ed ecologica, sulla necessità di evitare modificazioni della morfologia spondale da recuperare in senso più naturalistico, sulla necessità di evitare infrastrutture lineari dannose per il mantenimento della connessione ecologica tra le aree prioritarie.
Si ha qui la presenza di un corridoio primario.
L’area è poi caratterizzata, sempre in base alla probante cartografia della RER, dalla vicina presenza del SIC Oasi Le Foppe IT2050011 Trezzo s/Adda, dal corridoio del fiume Adda, dalle aree di pregio del Parco Regionale Adda Nord , caratterizzate dalla presenza di fauna inserite nella direttiva uccelli e negli allegati II, IV, V della direttiva habitat.
Ciò è in netto contrasto con le semplicistiche affermazione del S.I.A. che, casualmente, ne omette la presenza.
La mancata valutazione degli impatti sulla RER e sui siti di Rete Natura 2000, in base al Piano provinciale della gestione dei rifiuti Agosto 2007 relativo allo studio di incidenza sui siti della Rete Natura 2000, indica in primo luogo la necessità di un’integrazione del SIA, e in secondo luogo che anche in fase di rinnovo autorizzativo sarà necessario verificare l’incidenza dell’impianto di termovalorizzazione che ricade nell’ambito della fascia di 5 km dal SIC; come pure nell’attuale iter.   
Considerazione del tutto assente nel SIA.
Non essendo già stato previsto nel suddetto Piano, nessun raddoppio dell’impianto di incenerimento esistente è oggi più che mai necessario esigere una valutazione di incidenza.Ora, in riferimento ad un impianto che voglia raddoppiare le potenzialità, e quindi con l’aumento delle emissioni dell’attuale inceneritore a cui si affiancano altre fonti di inquinamento e proprio nel raggio dei 5 km., non sono inoltre presi in considerazione gli effetti cumulati sull’ambiente nell’ambito dei 15 km già gravato da altri impianti e discariche.
 
L’incompatibilità con lo scenario di riferimento
Allo stato dunque si deve ritenere come sulla base delle premesse pianificatorie delle caratteristiche agricole, ambientali, e naturalistiche dei luoghi, la richiesta di raddoppio impiantistica non valuti adeguatamente gli impatti sul territorio, sia per l’impianto attuale in senso stretto, sia per la richiesta di raddoppio dell’ 11-06-2009.
Infine è bene ricordare che abbiamo a che fare con un impianto ab imis non sottoposto a VIA in contrasto con le prescrizioni Comunitarie, come rilevato peraltro nella V.I.A. postuma del 09.08.2007; detta V.I.A. postuma, e comunque illegittima, come ritenuto ormai dalla giurisprudenza amministrativa maggioritaria: “il procedimento di valutazione di impatto ambientale è per sua natura configurazione normativa un mezzo preventivo di tutela dell’ambiente, che si svolge prima rispetto all’approvazione del progetto (il quale deve essere modificato secondo le prescrizioni intese ad eliminare o ridurre l’incidenza negativa dell’opera progettata) e conseguentemente prima della realizzazione dell’opera (fisiologicamente successiva all’approvazione del progetto).
La natura ontologicamente preventiva della VIA è costantemente affermata tanto dalla giurisprudenza Comunitaria (cfr. Corte giustizia CE , Sez. II, 03 luglio 2008, nella causa C-215/06, nonché Corte di Giustizia CE , Sez. II, 05 luglio 2007 nella causa C-255/05), quanto da quella nazionale (T.A.R. Liguria Genova, Sez. I, 15 giugno 2006 , n. 563, nonché T.A.R. Puglia Bari, Sez. I, 10 aprile 2008, n. 894; T.A.R Liguria Genova, Sez. I, 16 febbraio 2008, n. 306; T.A.R. Lombardia Brescia, Sez. I, 11 agosto 2007, n. 726). Ne consegue che una VIA postuma all’autorizzazione dell’opera e allo svolgimento dei lavori deve considerarsi illegittima, perché adottata in violazione dei precetti comunitari (DR. 85/337) e nazionali (art. 3 ter e 29 del DR D.LGS. n. 152 /2006) improntati ai principi di precauzione e prevenzione dell’azione ambientale. Così il T.A.R .Sicilia, Palermo, Sez. I – 20 gennaio 2010, n. 583; per un commento rinviamo a M. Cerutti, in Greenlex.it, 2008.