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Oasi, ma non solo

Oasi, ma non solo - Associazione WWF


Oltre all’Oasi "Le Foppe" Trezzo offre altri scenari di interesse naturalistico e storico artistico.
 

 

Il paese infatti sorge sulle rive del fiume Adda che in questo tratto si allarga e si mostra lento e maestoso. L’alzaia dell’Adda offre il panorama di una vegetazione rigogliosa e diverse specie di fauna fluviale. 

L’insenatura che il fiume presenta nella zona in cui sorge Trezzo ha reso la città strategicamente importante dal punto di vista della difesa e del controllo sui territori circostanti da parte dei diversi  popoli che si sono stanziati. 

Celti, Romani e Longobardi si sono succeduti nei secoli su questa terra fluviale tanto importante per la sua posizione militare quanto per la sua ricchezza di vegetazione e terre da coltivare.

Il passaggio di popoli e culture diverse interessati allo stanziamento, alla difesa alla crescita e al commercio con le città circostanti ha introdotto nel paese cambiamenti urbani e territoriali che hanno segnato la città fino ai giorni nostri.  

Natura, storia e operosità dell’ingegno umano sono quindi le caratteristiche che nei secoli hanno trasformato e arricchito il paese di Trezzo. Oggi noi possiamo godere della ricchezza di stili architettonici delle diverse culture che si sono succedute e di un panorama naturalistico affascinante ben coniugato alla storia del paese. 

 

Il simbolo della città è il castello visconteo che sorge sul promontorio che volge a nord verso la sponda bergamasca. 

Fu costruito nel 1300, per volere di Bernabò Visconti, accanto a una rocca che la tradizione vuole edificata dalla regina Teodolinda. Questa fortificazione è stata testimone di una storia tormentata, di cruenti lotte e di conquiste, che vide protagonisti il Barbarossa, i Torriani e i Visconti. Oggi dell’imponente castello rimane la torre a pianta quadrata, alta 42 metri, il pozzo fatto costruire nel 1400 dal castellano Vercellino e i suggestivi sotterranei.  

Del coevo ponte sull’Adda, utilizzato per trent’anni prima di essere distrutto nel 1416 dal Carmagnola, sono ancora visibili la spalla e l’attacco.  

 

Sulla riva dell’Adda al di sotto del castelo visconteo si può ammirare la centrale idroelettrica Taccani 

La centrale, entrata in funzione nel 1906, è opera dell'architetto Gaetano Moretti ed è considerata un vero gioiello di archeologia industriale. La sua facciata in stile Liberty si specchia direttamente nell'Adda e le turbine sfruttano ancora oggi le sue acque per produrre energia elettrica.

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