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Progetto CARIPLO

 - Associazione WWF

Oasi WWF "Le Foppe" di Trezzo sull’Adda


Conservare le zone umide e la fitodiversità acquatica  nel SIC Oasi Le Foppe di Trezzo sull’Adda, è una delle quattro azioni prioritarie nel progetto proposto dal Parco Adda Nord, di “tutela e valorizzazione della biodiversità del Parco”, finanziato principalmente da Fondazione Cariplo (bando, 2009). L’azione nel SIC Oasi Le Foppe, in particolare, ha trovato il consenso e il contributo oltre che del Parco Adda Nord stesso, anche del comune di Trezzo sull’Adda, della Fondazione Idra e di rilevanti partners scientifici, come: l’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota” e il WWF Italia Onlus. L’importanza di questo progetto è stata recepita anche dal Museo Civico di Storia Naturale di Milano e dalla Provincia di Milano, Assessorato Pianificazione territoriale, patrocinanti del progetto.

Sono ormai diversi anni che enti pubblici e/o privati, e istituzioni di ricerca, coscienti del problema  riguardante la riduzione e perdità di biodiversità del territorio lombardo e nazionale in generale, a causa dalla marcata manipolazione dell’ambiente naturale ad opera dell’uomo, lavorano insieme per cercare di invertire o almeno fermare questa tendenza. E’ così che il progetto “Foppe” ha trovato subito un ampio consenso e sostegno economico per la sua realizzazione.

Il progetto è stato fortemente voluto dal Gruppo WWF Le Foppe e in particolare da Fabio Cologni responsabile dell’Oasi, quando, a seguito di studi scientifici sulla flora e fauna acquatica alle foppe, condotti dal dott. Luca Gariboldi (botanico, consulente del MSNM) e dal dott. Livio Leoni (biologo), è emerso l’elevato valore bioecologico dell’Oasi come serbatoio di biodiversità acquatica (Gariboldi L. & Leoni L., 2008 - La straordinaria Biodiversità delle Foppe Radaelli. Parco Adda Nord, Trezzo sull’Adda (MI)). Dal punto di vista botanico, si è osservata, infatti, una buona richness floristica e la presenza di specie rare e protette, come:

Utricularia vulgaris L. (erba vescica comune) -  idrofita natante (pleustofita) e “carnivora”, protetta ai sensi della L.R. 10/2008. E’ una specie rara in Lombardia e in Italia, e a forte rischio di estinzione.

Ludwigia palustris (L.) Elliott (la poracchia dei fossi) - terofita o emicroptofita (elofita), protetta ai sensi della L.R. 10/2008, e indicata nella lista rossa per la Lombardia e l’Italia come entità Minacciata (EN) di estinzione.

Hydrocharis morsus-ranae L. (il morso di rana) - idrofita radicante/natante (rizofita/pleustofita). E’ rara in Italia, protetta e indicata nella lista rossa per la Lombardia come entità a Minor Rischio (LR) di estinzione.

e Salvinia natans (L.) All. (erba pesce) -  idrofita natante (pleustofita), protetta ai sensi della L.R. 10/2008, e anche dalla Convenzione di Berna o “Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa”. E’ l’unica felce annuale in Europa, appartenente alla famiglia delle Salviniaceae. E’ considerata in Lombardia ed in Italia una specie in declino e a rischio di estinzione (status IUCN = vulnerabile (VU)).

Non meno importanti, nell’Oasi si rinvengono anche: Alisma plantago-aquatica (mestolaccia), Carex pseudocyperus (carice falso-cipero), Carex riparia (carice spondicola), Eleocharis palustris (giunchina comune), Iris pseudacorus (giaggiolo acquatico), Juncus effusus (giunco comune), Lemna minor (lenticchia d’acqua), Phragmites australis (cannuccia di palude), Rorippa amphibia (crescione di Chiana), Typha latifolia (lisca maggiore), ed altre ancora, tipiche di ambienti umidi (Gariboldi & Leoni, 2008, op. cit.).

Alla luce, infine, di un recente studio sulla presenza di U. vulgaris in Lombardia (Gariboldi L. & Beretta M., 2008 - Utricularia vulgaris L. e Utricularia australis R.Br. due piante carnivore in provincia di Milano. Pianura, sc. st. amb. padano, Cremona, 22: 3-22.), dove la specie è confermata solo nell’Oasi Le Foppe, nel milanese, e in un’altra stazione nel bresciano, ecco che è diventato prioritario ed urgente intervenire per impedirne una prematura scomparsa, in Lombardia. 

Il progetto, in collaborazione con il Dott. Luca Gariboldi, è stato impostato nelle sue linee guida principali e presentato al Parco Adda Nord, che subito ha recepito l’urgenza e la validità dell’azione proposta.


►Obiettivo

L’obiettivo principale è la conservazione della fitodiversità acquatica nel SIC Oasi Le Foppe di Trezzo sull’Adda, ed in particolare delle popolazioni di Utricularia vulgaris L., Ludwigia palustris (L.) Elliott,  Hydrocharis morsus-ranae L. e  Salvinia natans (L.) All., vere e proprie rarità e peculiarità floristiche del territorio e della Lombardia in generale. L’obiettivo individuato si intende raggiungerlo mediante:

  • la  riqualificazione dell’habitat stesso;
  • la conservazione ex-situ del materiale genetico originario;
  • il  “Restocking” o rafforzamento delle specie stesse  in-situ;
  • e la divulgazione turistico-scientifica e l’educazione ambientale. 

 

►Strategia

Il lavoro da svolgere è suddiviso in 4 fasi operative:

1. L’approfondimento delle conoscenze già in parte acquisite da precedenti studi, sulle specie obiettivo del progetto e sull’ambiente in cui vivono, valutando attraverso analisi ecologiche e chimiche, tutti i fattori che possono minacciare la sopravvivenza di tali entità sul territorio. Questa analisi di dettaglio permetterà di individuare e valutare le azioni concrete da attuare per eliminare o ridurre le minacce e i fattori di pressione esistenti sulle specie interessate.

2. La costituzione di uno “stock” di materiale biologico originario delle foppe, ex-situ, al fine di ottenere un consistente numero di individui da reintrodurre, in caso di necessità, nell’area originaria. La conservazione  ex-situ, che consiste nel prelevare le risorse genetiche vegetali (semi, propaguli) dal loro naturale habitat e di metterle a dimora in aree controllate, rappresenta oggi uno degli approcci più sicuri e di maggiore successo per la conservazione delle specie a rischio di estinzione.

3. Gli interventi sull’habitat, per la riqualificazione dello stesso. Si tratta perlopiù di azioni manuali, da svolgere con cadenza periodica, per eliminare o ridurre i fattori che minacciano la sopravvivenza delle specie da conservare. Essi possono essere riassunti in: azioni di contenimento dell’interramento naturale degli stagni, attraverso asportazione manuale del detrito di fondo; azioni di controllo sulle specie invasive, mediante taglio e/o rimozione delle stesse; opere per limitare l’accesso indiscriminato agli stagni e migliorare la fruibilità turistica; produzione di materiale informativo (cartellonistica e/o brochure) inerente al progetto in corso e alla biodiversità dell’Oasi.

4. La divulgazione turistico-scientifica per l’educazione ambientale. E’ altresì importante, in un progetto di tutela e conservazione, far conoscere la natura ai fruitori dell’aree protette, divulgando in maniera semplice, chiara e, perché no, anche divertente, pur sempre mantenendo un certo rigore scientifico, quanto essa ci offre, e le azioni che l’uomo può compiere per la sua salvaguardia. Ciò dovrebbe contribuire, seguendo un’opinione comune, ad accrescere la sensibilizzazione della popolazione (in particolare dei ragazzi) alle tematiche ambientali e quindi ad un maggior rispetto e tutela dell’ambiente naturale.

 

►Tempistica

Il progetto iniziato nel 2010, avrà termine nel 2013.

 

►Risultati attesi

I risultati attesi sono riconducibili a:

1. “Ringiovanimento” delle foppe dell’Oasi, che si dovrebbe tradurre in una minor competizione delle specie o comunità vegetali presenti, per lo spazio disponibile, e quindi in una maggior probabilità di conservazione delle entità interessate.

2. Costituzione di una collezione di materiale biologico originario delle foppe, ex-situ (Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”) e conservazione dei semi in apposite banche. Ciò sarà utile per evitare che futuri “eventi” sul territorio, causati dall’uomo oppure  naturali, eccezionali e imprevisti, cancellino per sempre la pregiata biodiversità presente alle foppe. 

3. Controllo sulle specie invasive pericolose per la conservazione dell’habitat e delle specie indigene.

4.
Crescita delle popolazioni delle piante interessate dal progetto, presenti  in-situ, e in particolare della popolazione di Utricularia vulgaris oggetto delle attenzioni maggiori. 

5.
Incentivazione ad una fruibilità turistica (scolaresche, turisti, studenti e ricercatori universitari) maggiore e di qualità, nel rispetto dell’ambiente naturale. 

 

►Le professionalità coinvolte

Coordinato da Giuliana Defilippis (responsabile Risorse Naturali del Parco Adda Nord), Fabio Cologni (responsabile WWF Le foppe di Trezzo) e Luca Gariboldi (Naturalista, consulente botanico del MSNM), l’azione proposta si avvale di numerosi ed illustri consulenti, di tutte le discipline naturalistiche, il cui lavoro sinergico è fondamentale per la buona riuscita di un progetto che interessa un ambiente estremamente delicato come le “Zone umide” dell’Oasi di Trezzo sull’Adda.

 

►Il gruppo di lavoro:

Agapito Andrea Ludovici – WWF Italia - supporto scientifico e amministrativo

Agazzi Gianluca (botanico - Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”) - Indagini ecologiche e conservazione ex-situ.

Belardi Mauro - WWF Italia – supporto scientifico e amministrativo

Biancardi Carlo (zoologo) - Indagini mammiferi

Cologni Fabio  - Coordinamento WWF Oasi Le Foppe

Defilippis Giuliana  - Coordinamento Parco Adda Nord

Di Cerbo Annarita (zoologo) - Indagini mammiferi

Gariboldi Luca - Coordinamento Progetto tutela specie acquatiche
Giacchini Roberto (Università Bicocca di Milano) - Indagini chimiche.

Leone Livio (biologo) - Indagini anfibi, rettili

Mezzomo Luca (entomologo e ornitologo – Gruppo WWF Le Foppe) - Indagini invertebrati e avifauna
Mottadelli Alessandro (Fondazione Idra) – Implementazione Web-Gis.

Parma Monica (botanico) - Indagini vegetazionali

Rinaldi Gabriele (Direttore Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”) – Indagini ecologiche e conservazione ex-situ.

Rossaro Bruno (Prof. Università di Milano) – Indagini chimiche e idrobiologiche.

Sala Daniele (botanico) - Indagini vegetazionali