BENVENUTI NELLA ZONA SPECIALE DI CONSERVAZIONE OASI “LE FOPPE” DI TREZZO S/ADDA
Vi trovate in un luogo speciale, per la sua storia, per la ricca biodiversità che la contraddistingue, per il valore ecologico che rappresenta.
In natura, spesso si verificano fenomeni e processi la cui portata è assai più vasta della zona puntuale in cui il processo avviene. Le Oasi WWF e le ZSC ( il territorio delle ”Foppe”, di proprietà del Parco Adda Nord, appartiene ad entrambe le categorie) rappresentano in generale un luogo di rifugio e di salvaguardia, spesso inserite in un territorio antropizzato e perciò poco favorevole per la flora e la fauna. L’Oasi “Le Foppe” è straordinariamente preziosa proprio per questo.
La ZSC Oasi Le Foppe di Trezzo sull’Adda, derivante dalla rinaturalizzazione di una ex cava di argilla, costituisce, all’interno del Parco Adda Nord, la zona a maggior valenza naturalistica del settore, per la presenza di habitat forestali e umidi di interesse comunitario (dalla variante al PCT del Parco Adda Nord).

L’Oasi ha una dimensione di circa 9,3 ettari ed è evidenziata in colore fucsia nella carta. In base alle normative vigenti ed ai livelli di protezione previsti, essa assume un ruolo strategico fondamentale per la conservazione degli equilibri ecologici del territorio. Infatti l’area interessata a misure di protezione è ben più ampia e corrisponde alla superficie rappresentata in colore lilla-viola chiaro. Occorre quindi riflettere sul fatto che la tutela conservazionistica di uno spazio naturale non solo permette alle specie faunistiche e floristiche di ritrovare nel tempo il massimo dell’equilibrio possibile – considerati i fattori limitanti – ma consente di proteggere l’ambiente di un territorio più esteso, in favore delle comunità locali, dei cittadini, degli agricoltori che in quel territorio vivono e sono chiamati – a loro volta – ad attuare scelte responsabili.
Occorre al contrario rilevare che l’estensione di territorio protetto dalla Rete Natura 2000 – se si considerano le Province di Lecco, Monza Brianza e l’area metropolitana di Milano, è ancora molto esigua; la posizione delle Foppe rende la Zona Speciale di Conservazione “Le Foppe” strategica dal punto di vista ambientale, connessa a corridoi ecologici e preziosa per la sua collocazione tra le province al centro – nord est della Lombardia e con lo stesso Parco Adda Nord, di cui fa parte.

Utricularia vulgaris

QUALE SIGNIFICATO HA FAR PARTE DELLA RETE NATURA 2000 ED ESSERE UNA ZSC?
Quando – a seguito delle due direttive dell’Unione Europea “Habitat” 1992 e della Direttiva “Uccelli” anno 2009/147 CE è stato chiesto anche all’Italia di identificare i Siti di Interesse Comunitario (SIC) di cui doveva essere garantito il mantenimento a lungo termine degli habitat, della flora e della fauna, il responsabile dell’Oasi Fabio Cologni, in accordo con Parco Adda Nord, ha avuto la lungimiranza di vedere nelle Foppe tutto il valore di un’area nella quale – superate le fasi antropiche estrattive – si stava sviluppando un paesaggio meritevole di tutela prioritaria, quali sono le aree umide.
Un SIC si impegna a svolgere specifici obiettivi e misure di conservazione, nell’arco di sei anni, e in caso di esito positivo dei controlli effettuati, viene designato ZSC (Zona Speciale di Conservazione, Una ZSC è quindi un’area che ha saputo rendere concreti gli interventi in favore della conservazione della biodiversità e degli habitat.
Tale impegno è costante ed inesauribile, perché possono accadere eventi metereologici estremi, possono entrare nella ZSC specie aliene, e perché il dinamismo della vegetazione e gli equilibri della fauna – in una situazione di cambiamenti climatici globali – necessitano di costante monitoraggio e cura.
A tal fine prezioso sono il ruolo dell’ENTE GESTORE PARCO ADDA NORD, dell’Associazione e l’impegno dei tanti volontari. Sarà fondamentale anche il vostro rispetto, cari visitatori: ammirate e non disturbate flora e fauna, riuscirete a sentire il cinguettio di tanti uccellini, ad ammirare il volo delle farfalle, a sentire i profumi del bosco.
Approfondimento a cura di Albalisa Azzariti
