LA RETE ECOLOGICA
Sono presenti nella letteratura scientifica diverse definizioni; quella che si è scelto di usare è: la rete ecologica è un sistema interconnesso di habitat, che deve essere salvaguardato e potenziato per permettere alla fauna ed alla vegetazione di arricchire la biodiversità genetica e specifica. Al contrario, in assenza di una rete ecologica conservata, animali e vegetali potrebbero andare incontro a fenomeni di impoverimento genetico, che potrebbero innescarsi in un ambiente antropizzato (ad alta intensità abitativa) e frammentato.
La rete ecologica prevede che vi sia una convivenza tra le attività umane e l’ambiente naturale.
“Lavorare sulla rete ecologica significa creare e/o rafforzare un sistema di collegamento e di interscambio tra aree ed elementi naturali isolati, andando così a contrastare la frammentazione e i suoi effetti negativi sulla biodiversità”
Fonte: ISPRA, 2003.
I fondamenti normativi sono all’interno di direttive comunitarie, emanate tra il 1979 e il 1999, tra cui la Direttiva “Uccelli” e la Direttiva “Habitat. Segnaliamo qui gli elementi più interessanti della rete ecologica che interessa la ZSC (Zona speciale di conservazione) Oasi Le Foppe di Trezzo sull’Adda, rimandando al PTC (Piano Territoriale di Coordinamento), del Parco Adda Nord di cui fa parte, alla variante generale approvata con delibera regionale numero XII/2891 del 29/7/2024, al Piano di Incidenza e poi al PdG (Piano di Gestione) della ZSC per maggiori approfondimenti.

In ogni caso, riportiamo qui sotto la carta della Rete Ecologica del Parco Adda Nord, che evidenzia in colore giallo la rete ecologica di connessione con Le Foppe (che fanno parte del Parco Adda Nord), che è una rete primaria regionale (cioè della massima importanza strategica tra tutte le reti presenti). Ritroviamo tale corridoio anche nelle carte successivamente analizzate in questo approfondimento.
Una rete ecologica ha un modello concettuale di fondo che è graficamente illustrato dalla città metropolitana di Milano in questo modo, con riferimento all’intera area (ex provincia):

Figura 1: modello concettuale rete ecologica dell’area metropolitana
Elementi che compongono una rete ecologica:
- Aree centrali (core areas): aree ad alta naturalità che sono bacini di biodiversità e sono soggette a regime di protezione (parchi o riserve, ad esempio la nostra Oasi);
- fasce di protezione (buffer zones): zone cuscinetto, o zone di transizione, collocate attorno alle aree ad alta naturalità al fine di garantire l’indispensabile gradualità degli habitat;
- fasce di connessione (corridoi ecologici): strutture lineari e continue del paesaggio, di varie forme e dimensioni, che connettono tra di loro le aree ad alta naturalità e rappresentano l’elemento chiave delle reti ecologiche poiché consentono la mobilità delle specie e l’interscambio genetico, fenomeno indispensabile al mantenimento della biodiversità;
- aree puntiformi o “sparse” (stepping zones): aree di piccola superficie che, per la loro posizione strategica o composizione, rappresentano elementi importanti del paesaggio per sostenere specie in transito su un territorio oppure ospitare particolari microambienti in situazioni di habitat critici (es. piccoli stagni in aree agricole);
- gangli: gangli primari sono quelle unità naturali in grado di autosostenersi grazie alle loro caratteristiche dimensioni ed articolazione interna, fondamentali nella rete ecologica. I gangli secondari possono avere diverse funzioni, tra cui costituire un punto intermedio di appoggio, là dove i corridoi primari risultino troppo distanti tra loro;
- varchi: sono delle zone che permettono il passaggio della fauna e della flora da un’area all’altra, nonostante l’elevata antropizzazione (impatto umano) del territorio. Devono essere salvaguardati e, se sono interrotti, devono essere collegati (deframmentati).
Le rete principale che permette agli animali e alle piante di spostarsi liberamente è quella che collega questa Oasi ZSC con il Parco Adda Nord, di cui l’Oasi delle Foppe fa parte.
Questa rete è infatti chiamata primaria, cioè la più importante, ed ha una rilevanza regionale.
Il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Adda Nord ha tra le sue finalità principali quella della definizione programmatica e della progressiva qualificazione della rete ecologica del parco (PAN_RE).
Sono state elaborate tavole di piano che sono ricche di informazioni, e rappresentano le diverse zone geografiche che comprendono il Parco Adda Nord.
La tavola seguente, in particolare, è riferita alla zona di Trezzo sull’Adda.

Figura 2: dettaglio della rete ecologica del Parco Adda Nord riferito alla zona di Trezzo sull’Adda
Le tavole di piano permettono di individuare gli elementi costitutivi della rete ecologica del Parco Adda Nord rispetto alla Regione Lombardia e alla Rete Ecologica Regionale (RER). Inoltre, tengono conto dei pianti territoriali di coordinamento delle Province, dell’Area metropolitana e dei Comuni.
Le rete ecologica è polivalente, cioè è sia funzionale alla tutela della biodiversità, sia sia alla fornitura di servizi ecosistemici alle comunità insediate.
Possiamo ora vedere la rete ecologica che collega l’Oasi Le Foppe alla Rete ecologica provinciale di Milano e alle caratteristiche territoriali di Monza e Brianza,
La Rete Ecologica Provinciale è parte integrante della Rete Ecologica Regionale (RER); la tavola grafica relativa al nostro territorio è la tavola 4. Nell’immagine riportiamo – prima con uno sguardo generale e poi più nel dettaglio le connessioni ecologiche evidenziate per l’Area di Trezzo sull’Adda.

Figura 3: Rete ecologica Area Metropolitana Milano, PTM in vigore 2025
La ZSC Oasi Le Foppe di Trezzo sull’Adda, è indicata con un tratteggio rosso all’estremo Nord-est e nella carta interprovinciale qui sotto con una linea rossa, a destra.
Attualmente la situazione della Rete Ecologica è in fase dinamica.
A poca distanza dalla ZSC Oasi WWF Le Foppe, in direzione nord ovest verso Busnago, un’altra area,” La Fornace”, è oggetto di riqualificazione: la indichiamo qui sotto con un secondo simbolo rosso.
Si possono quindi prefigurare corridoi ecologici, tra l’Area Metropolitana e la Provincia di Monza e Brianza, secondo le direttrici nord-ovest ⬄ sud est, facilitate dal valore paesaggistico dei terreni brianzoli, che sono valorizzati nella carta con il colore verde militare e verde scuro.

Figura 4: valore agricolo dei terreni Monza e Brianza e collocazione delle due aree di protezione
Gli elementi costitutivi della nostra rete ecologica sono individuati nella Rete Regionale ed anche nella Rete Ecologica dell’area metropolitana.
Con l’impegno di tutti e l’attenzione da parte degli Enti Locali – per propria iniziativa o sollecitati da cittadini – sarà possibile rimuovere quegli ostacoli che sono stati rilevati nella rete ecologica attuale (es. costruzione di sovrappassi sulle strade). Inoltre, con scelte di pianificazione del territorio adeguate, potremo mantenere e potenziare scambi ecologici tra le varie aree naturali , impedendo che si trasformino in “isole” destinate all’impossibilità di ricambi genetici e pertanto ad un lento ma inesorabile declino.
Analizziamo la carta in scala 1: 70 000 pubblicata nel 2021 con riferimento al dettaglio relativo alla ZSC Oasi Le Foppe di Trezzo sull’Adda. Ritroviamo subito la linea tratteggiata gialla che indica il corridoio ecologico principale, la rete primaria che collega la ZSC Le Foppe con il Parco Adda Nord.

Figura 5: dettaglio nord est della rete ecologica milanese (nella figura seguente analizzate più nel dettaglio)
I corridoi ecologici assicurati dalle vie d’acqua:

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La ZSC Oasi Le Foppe è facilmente identificabile nella carta a nord est per la linea rossa tratteggiata e la rappresentazione degli stagni. ZSC significa Zona Speciale di Conservazione.
Possiamo riconoscere i corridoi ecologici costituiti dalle vie d’acqua.

Figura 6: il dettaglio della rete ecologica milanese relativa al trezzese
Sono identificabili nella carta come Core areas (elementi primari e di secondo livello):
- gli ambienti acquatici: gli stagni delle Foppe;
- le aree agricole comprese tra l’area di protezione dell’Oasi, i Plis P.A.N.E, e Alta Martesana, l’alta Brianza tra Adda e Bernareggio;
- la ZSC Oasi Le Foppe (linea tratteggiata rossa);
- i Plis (Parchi locali di interesse sovraccomunale, il cui perimetro è evidenziato con una linea tratteggiata blu);
- la Rete dei Navigli (in azzurro chiaro).


Sono individuati i Gangli e corridoi ecologici principali: in particolare un ganglio evidenziato con una coloritura semitrasparente puntinata verde, per il ganglio principale, e arancione per il ganglio secondario. Possiamo notare che il ganglio primario corrisponde a grandi linee al territorio comunale di Trezzo sull’Adda. Sono valorizzati inoltre due corridoi ecologici principali: un corridoio primario è orientato verso il confine con la provincia di Monza e Brianza ed è indicato in colore verde scuro con linee diagonali, e un secondo si muove più verso sud ed è segnalato da una coloritura verde chiaro con diagonali (vedasi il successivo paragrafo sui corridoi ecologici).
Fondamentali sono gli elementi di coerenza con la Rete Ecologica Regionale, evidenziati in colore giallo brillante; sono i corridoi e i gangli del Parco Adda Nord.
Le due X di colore arancio collocate ad est indicano la proposta di nuovo Parchi naturali.
Si precisa che il Plis P.A.N.E. è di fatto non visibile nella carta in quanto alla retinatura verde chiaro in zona Plis Pane è sovrapposta la retinatura relativa ai gangli secondari delle rete ecologica (retinatura a quadratini color sabbia).
Problematiche: barriere infrastrutturali che impediscono il flusso e andrebbero rimosse, varchi su cui occorre intervenire al più presto:

I corridoi ecologici
Si distingue dunque nettamente un corridoio ecologico fluviale regionale in colore giallo, che connette la ZSC Le Foppe con il Fiume Adda e che a sua volta si collega con la rete idrica minore, via di transito per flora e fauna. La rete delle acque superficiali (evidenziata con un tratto a puntini azzurri) crea corridoi prevalentemente in direzione nord-sud, con eccezione del Naviglio Martesana a sud di questa carta.
E’ ben visibile e da tutelare un corridoio importante, primario, indicato in colore verde scuro con linee diagonali: è a forma di diapason: collega l’Oasi Le Foppe con il territorio in direzione ovest – nord-ovest curvando a nord di Basiano, mentre un secondo ramo è orientato ancora più a nord-ovest che esce dalla Provincia di Milano e collega l’Oasi Le Foppe con l’alta Brianza. Il valore ecologico di questo corridoio è massimo dal punto di vista della biodiversità e quindi occorre fare il possibile per preservarlo.
A sud di Trezzo sull’Adda si nota un ulteriore corridoio ecologico rappresentato in colore verde chiaro a linee diagonali; attraverso due percorsi, a nord e sud di Vaprio d’Adda – territorio a sua volta connesso con Le Foppe attraverso la rete fluviale – collega le aree in direzione est-ovest verso Bellinzago.
Potrebbe essere oggetto di studio un percorso che permetta un flusso genetico in direzione sud, forse interrotto dall’autostrada A58. In effetti l’area intorno a Bellinzago appare strategica.
Con diverse simbologie di colore rosso e fucsia, sono evidenziate dalla carta alcune problematiche, cioè barriere infrastrutturali che impediscono il flusso e andrebbero rimosse, varchi su cui occorre intervenire al più presto.
COSA PUO’ FARE OGNUNO DI NOI?
- Vigilare sul territorio affinché non siano introdotte nuove barriere.
- Promuovere attivamente iniziative per rimuovere le barriere attuali o aggirarle con soluzioni idonee, come ad esempio sottopassi o sovrappassi.
- Sensibilizzare le Amministrazioni Comunali e gli Enti competenti, attraverso la partecipazione attiva, affinché la pianificazione del Territorio sia sempre rispettosa degli equilibri ambientali. Il territorio della provincia di Milano è stato caratterizzato negli ultimi decenni da un tasso di antropizzazione particolarmente elevato, che si è tradotto in livelli di pressioni ambientali giudicati ormai critici in molti settori. In tali condizioni un obiettivo significativo della pianificazione territoriale diventa il riequilibrio ambientale, che non può prescindere dal recupero delle funzionalità compromesse dell’ecosistema. Tale equilibrio può realizzarsi mediante la progettazione di un sistema interconnesso di aree naturali in grado di mantenere livelli soddisfacenti di biodiversità su un determinato territorio.
- Essere maggiormente consapevoli dell’importanza della “rete ecologica”, costituita principalmente da un sistema di ambiti territoriali sufficientemente vasti e compatti e con una certa ricchezza di elementi naturali (gangli) e da fasce territoriali di connessione tra di essi che presentino un buon equipaggiamento vegetazionale (corridoi ecologici).
La coesistenza tra un territorio antropizzato e la naturalità è possibile, purché le aree più naturali siano interconnesse.
In questo modo la fauna selvatica e la flora si manterranno ad un elevato livello di biodiversità.
Approfondimento realizzato da Albalisa Azzariti, con il supporto del Parco Adda Nord, dei referenti della Rete Ecologica Regionale, della Città Metropolitana e della consulenza scientifica della dott.ssa Elena Mercugliano
